ZINCOLITO IL CLICHE' snc - bologna


Vai ai contenuti

Fotocomposizione

Glossario

Fotocomposizione:
Tra i primi sistemi evoluti di elaborazione ed impaginazione di testi prima, ed in seguito anche di immagini, nella fase di prestampa di un progetto grafico.

CENNI STORICI E TECNOLOGIA
Vary-typer, Fotosetter, Rotofoto, Diatype sono solo alcuni dei modelli che hanno fatto la storia, o meglio la preistoria, della fotocomposizione. Con le loro tecnologie questi 'sistemi' furono i veri precursori di tecnologie che elaborate e rese più sofisticate sarebbero state adoperate da case come : Compugraphic (Editwriter ed Mcs), Berthold, Bobst Eurocat, Mergenthaler Linotype (Linotronic) e Monotype, che solo decenni fa', fecero la vera storia della fotocomposizione (anni 1980 - 1990).
Fino agli anni 80 i sistemi collegati a macchine fotocompositrici elaboravano il solo testo (senza immagini) in 'chilometrico' o 'idiota' cioè 'giustificavano' (una specie di formattazione) solo dopo aver scritto l'intero testo. Infatti dopo aver scritto l'intero testo si imponevano i parametri di stile, corpo, lunghezza della riga e relativa interlinea.


Linotype CRTronic 360.Terminale di Fotocompositrice tradizionale
Quando veniva dato lo start lintero testo veniva 'giustificato' (formattato) in base ai parametri dati in 'testa' (all'inizio del testo). Visibilmente sul monitor si potevano osservare le riga delle pagine che scorrevano velocemente, processo che richiedeva a volte, decine e decine di minuti (secondo la lunghezza del fotocomposto). Era come se il testo fosse unito da una parola dopo l'altra ed una riga dopo l'altra, interrottamente per chilometri (chilometrico) e solo dopo tale giustificazione il testo 'idiota' assumeva la veste grafica che l'operatore aveva deciso di dare. Sembra strano, ma parliamo di solo trenta anni fa.

Un'altra peculiarita' di queste macchine era che non lavoravano in background, il multitasking era praticamente inesistente, ragion per cui, quando il fotocompositore 'giustificava', c'erano enormi tempi morti non potendo operare in alcun modo sulla fotocompositrice per la creazione di un nuovo lavoro. Mettere inoltre, una semplice nota a pie' di pagina, cosi' come facciamo noi con un semplice computer ed un programmino di editing, era una vera tragedia. Le tipolitografie che realizzavano 'edizioni' e se lo potevano permettere, oltre alla fotocompositrice standard avevano anche un sistema di fotocomposizione dedicato e costosissimo per le sole note a pie' di pagina.

Solo verso l'approssimarsi agli anni 90 si ebbero i primi impaginatori (Preview). Questi permettevano di inviare dal monitor principale (su cui si era digitalizzato il testo) ad un monitor grafico connesso al sistema (Preview), i dati che venivano impaginati e visualizzati. Il Preview risolse molti probblemi perché verificando a monitor l'esattezza dello scritto e di altre caratteristiche grafiche, permetteva un risparmio in tempi e costi. Prima della nascita del Preview infatti, bisognava necessariamente sviluppare la carta del fotocomposto per controllare bozze e impaginato e quindi rimandare il lavoro finale cosi' corretto su pellicola fotografica, un metodo lento e dispendioso. Quello fu anche il tempo in cui l'impaginato poteva contenere oltre che i testi anche le foto.

Eventi che negli anni 90 assestarono un vero colpo alla fotocomposizione fu l'avvento di importanti programmi grafici che 'giravano' su Pc e in particolar modo il sistema grafico che immise sul mercato la Apple Computer con il suo Macintosh. Stampanti laser ad alta risoluzione fecero il resto. I terminali di fotocomposizione cessarono di essere 'dedicati' e le postazioni di lavoro furono sostituiti da semplici PC e Macintosh che elaboravano, impaginavano e ritoccavano foto. Non si doveva più acquistare un 'sistema' di fotocomposizione, ma la solo fotounita'. I piccoli litografi inoltre, si accorsero che nella stragrande percentuale del loro lavoro 'commerciale' potevano fare a meno della fotounita'. Affidarono infatti, ai service di fotocomposizione i lavori più importanti e con retinati particolari, realizzando la stragrande maggioranza del restante lavoro in 'casa' senza fotounita'.

Questo comprendeva realizzazione di bolle, fatture, carta intestata, moduli semplificati, depliantes, testi etc.). Questo lavoro veniva prodotto con la stampante laser collegata al Pc o al Mac. Applicarono una tecnica, usata da moltissimi piccoli ed alcuni medi litografi, anche nei nostri giorni che consisteva in questo: Usando la stampante laser, facevano 'uscire' la composizione su semplici fogli di poliestere per poi annerire chimicamente il toner portandolo al nero di 'densita' di stampa. Cio' avvenne prima con una semplice macchinetta (si faceva passare il foglio di poliestere attraverso rulli che diffondevano l'anneritore) e subito dopo con bombolette spray di bassissimo costo con le quali si spruzzava un liquido anneritore direttamente sul foglio di poliestere.

MATRICI DI CARATTERI
Le matrici di caratteri delle fotocompositrici erano fisiche e venivano realizzate su pellicola o su pesanti dischi di cristallo trasparente. Una sola famiglia di stili (per famiglia si intendeva UN UNICO CARATTERE nella versione standard (normale), corsivo, bold ed extrabold) erano estremamente costosi e solo negli anni novanta incominciarono ad apparire i caratteri digitalizzati, più economici e non ingombranti. Una polemica sorta in quegli anni riguardo' moltissimi tipolitografi che si lamentavano per la scarsa qualita' dei caratteri digitalizzati ed erano pronti a dimostrare con accese e lunghe discussioni (incruente, per fortuna) come il punto (in litografia preteso 'netto' e senza il minimo alone) realizzato da una matrice fisica (qualita' fotografica) fosse nettamente più definito e qualitativamente superiore ad uno digitalizzato usato su fotocompositrici CRT (tipo il sistema MCS della Compugraphic Corporation)


Flasheuse ScanView DotMate5000. Una fotounita' evoluta CTF degli anni 90
LA FOTOCOMPOSIZIONE SI "EVOLVE"
L'evoluzione naturale della fotocomposizione è stata nei nostri anni prima il CTF (acronimo per Computer to Film, una fotocompositrice sofisticata che usava tutti i profili per ottenere velocemente testo e immagine impaginato su film) e quindi la tecnologia di oggigiorno, il CTP (acronimo per Computer to Plate) dove ad essere impressionata (non incisa), e' direttamente, saltando alcuni passaggi per 'andare' in stampa, una lastra (termica, viola o UV tradizionale).


Visualizza l'articolo originale qui

... Inserisci I Tuoi Dati e avrai ulteriori informazioni!

Home Page | Contatti | Servizi | Glossario Termini | Mappa del sito


Torna ai contenuti | Torna al menu